Grande fantascienza in solo 17 minuti

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Il corto di Cimini, ispirato a Spielberg, sta ottenendo grande successo, nell’attesa di un lungometraggio

Già la realtà, il presente, non è mai come sembra. Figuriamoci il futuro. Su questa falsariga è costruito uno dei più convincenti cortometraggi di fantascienza visti di recente, “The Nostalgist” di Giacomo Cimini. Non sorprende quindi che il nuovo lavoro di uno dei nostri promettenti cervelli in fuga – Cimini è romano e vive a Londra, dove insegna come realizzare cortometraggi alla Met Film School – sia richiesto nei festival internazionali e vinca numerosi premi: prima negli USA il secondo premio al Palm Springs ShortFest, poi in patria il Grifone Award per il miglior cortometraggio pochi giorni fa al Giffoni Film Festival.

Nato sulla rete con una proficua campagna di finanziamento, “The Nostalgist” è già sulla rampa di lancio per diventare un lungometraggio. Le basi ci sono tutte. A partire dal successo che sta ottenendo lo scrittore al cui omonimo racconto “The Nostalgist” è ispirato. Quel Daniel H. Wilson, specializzato in fantascienza, scoperto da Cimini prima ancora che la Dreamworks acquistasse i diritti del romanzo “Robopocalypse” (Rizzoli editore, pp. 432, euro 19,00) che Spielberg, ne siamo certi, prima o poi porterà al cinema.

E c’è molto di spielberghiano (il pensiero va subito all’immenso “A.I. – Intelligenza artificiale”) in “The Nostalgist” che ha due attori di eccezione, il francese Lambert Wilson (a settembre al cinema nel film “Barbecue” di Eric Lavaine) e il piccolo Samuel Joslin. Storia di un padre e di un figlio nella futuristica città di Vanille. Che sembra un paradiso. A condizione di portare occhiali speciali dotati del congegno ImmerSyst. Ma non appena l’invenzione inizia a non funzionare, la realtà del futuro distopico di “The Nostalgist” si presenterà in tutta la sua violenza e pericolosità.
In soli 17 minuti, Cimini passa dalla consueta ambiguità della fantascienza più classica, con il suo implicito ma interessante discorso sul rapporto uomo e robot, all’ universalità di uno straziante racconto d’amore filiale.

31/08/14