Naif Herin, voce eclettica in continua evoluzione

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Ha inciso con la band di Prince e il Mistero delle voci bulgare. La Francia l’ha consacrata anni fa. Ma l’Italia la trascura…

di Paolo Giordano

Lei non si ferma. Naif Herin (vero nome Christine) è valdostana, trent’anni o poco più, un talento onnivoro e umile che non ha mai spesso di mettersi in gioco. Canta con una voce duttile e scrive canzoni venate di malinconie le più dolci e talvolta anche ostiche. E da una decina di anni non smette di crescere. «Se non faccio musica, impazzisco», dice lei. Dopo la solita trafila di concorsi e festival, nel 2007 Tommy Barbarella, tastierista di Stevie Wonder e Prince, l’ha ascoltata su MySpace e l’ha convocata a Minneapolis per registrare il primo disco con la band di Prince. Poi nel 2009 ha vinto il premio Musicultura, uno dei più prestigiosi in Italia. E nel 2010, dopo aver pubblicato Faites du bruit, ha tenuto ben sessanta concerti in Francia conquistando un bel po’ di successo e anche un’apparizione tv a Taratatà, che fino a quel momento aveva accolto, tra gli italiani, soltanto Zucchero, Pausini e Ramazzotti.

Insomma, una cantante con un bel pedigree, votata alla ricerca ma anche capace di affrontare i percorsi più complicati e difficili. Come l’ultimo. «Ho trascorso un periodo difficile, ho cambiato vita e look, ho anche modificato il mio modo di cantare. E quando mi sono rimassa a comporre al pianoforte, ho scoperto di essere una persona nuova». In quel momento è nato il testo (e poi la musica) di Tu sei un miracolo, brano sinuoso e trascinante inciso con Il Mistero delle Voci Bulgare (Le Mystère des Voix Bulgares), uno dei cori più famosi del mondo, forse il più famoso, vincitore oltretutto di un Grammy Award. «L’ho presentato al Sanremo Giovani ma non è stato accolto in gara», dice lei aggiungendo uno sconsolante «non so come mai con Sanremo ho così tante difficoltà». In effetti Naif Herin, che ha una chioma biondissima e una dolcezza d’altri tempi nella voce, è uno dei misteri del nostro pop. Tante collaborazioni importanti (ha scritto brani per Paola Turci e Arisa, ad esempio). Tanti viaggi all’estero. Ma pochi riconoscimenti in Italia. Lei se lo spiega così: «Forse mi è mancata una opportunità televisiva. Per carità, non sono qui a lamentarmi né ad accusare nessuno. Tutto ciò è accaduto per scelta e per destino». E così adesso Naif Herin riparte daccapo. «Il brano sarà comunque pubblicato, non so ancora se come singolo oppure all’interno di un disco che mi piacerebbe realizzare in primavera». E forse sarà l’occasione giusta per conquistare finalmente anche qui da noi il successo che le manca.