Capo Colonna: la protesta insensata dei protestanti

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In Soprintendenza sono impazziti! L’ho pensato appena dalla redazione di SUD mi hanno passato la notizia che a Crotone, nel Parco Archeologico di Capo Colonna si stava cementando il sito del Foro Romano, per farne un parcheggio. Poi, ho cominciato a leggere e rileggere tutto quello che sull’argomento era stato già scritto sul web. E mi sono accorto che nessuno aveva alzato la cornetta per parlare con l’unica persona che avrebbe potuto chiarire i fatti.

capo_colonna

“Pronto, Simonetta?…”. La Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, mi ha subito risposto. Fino a stasera, nessuno l’aveva interpellata.

“A Capo Colonna non sta avvenendo nessuno scempio. Anzi. Parte di due milioni e mezzo di euro provenienti da fondi comunitari destinati al Parco Archeologico di Capo Colonna viene investita, fra l’altro, per lavori di risistemazione dello sgarrupato sagrato della chiesa di Santa Maria di Capo Colonna, mèta di pellegrinaggio di fedeli provenienti da ogni parte della Calabria e d’Italia. Sagrato e non parcheggio, giusto per precisare. Anche perché nel Parco è vietata la circolazione di automezzi, salvo quelli dei pochissimi residenti e qualche mezzo di servizio.”

Per dare inizio ai lavori, peraltro, si è dovuto attendere che la lunga lista di matrimoni prenotati nella chiesetta arrivasse alla fine, nel mese di ottobre. Ma di questa industria non si scandalizza nessuno. “Quando sono iniziati i lavori di scarificazione per preparare il fondo, sono apparse delle presenze archeologiche non previste. Fondazioni e sottofondazioni, senza alzato, di un porticato che circondava una piazza. Qualcuno parla del Foro della colonia romana che si era formata a Capo Colonna, ma al momento, non ne abbiamo certezza”.

Gli esperti hanno scavato, studiato reperti e condizioni, dopodiché hanno deciso – cosa che accade molto spesso – di ricoprire gli scavi e procedere con la realizzazione del nuovo piazzale. Non senza tutelare i luoghi. Per cui, “stesi i teli di tessutonontessuto, coperti con il primo strato di sabbia, poi di terra, poi il magrone di sottofondo della pavimentazione, si stava procedendo alla fase ultima quando un primo gruppo di manifestanti ha invaso e occupato il cantiere. Ci è rimasto tutta la notte, poi, all’alba, si è ritirato, per tornare, forzando la recinzione, nel pomeriggio dello stesso giorno”. Una sorta di protesta con tanto di dichiarazioni di chiunque, ministri e parlamentari compresi. Tutti turbati e scandalizzati per la decisione, peraltro nella norma, di voler salvaguardare beni archeologici al momento impossibili di altra forma di tutela. O vorrebbe, il popolo del no a tutti i costi, impedire anche la centenaria devozione alla Madonna di Capo Colonna? Sanno, questi dimostranti, quanta Roma esiste sotto le strade e i palazzi romani? Hanno mai pensato a quanta Napoli sotterranea cammini sotto la Città e Pullecenella? Hanno, così, tanto per dire, mai misurato l’enorme patrimonio del nostro passato che calpestiamo ogni giorno solo camminando su queste nostre ricchissime provincie? O fanno parte della copiosa compagine di idioti che non scaverebbe una metropolitana, non costruirebbe una casa popolare, una scuola o un ospedale, nel sospetto che, sotto, potrebbe dormire un lupanare romano o un ginnasio greco?

Arte e Cultura si ossigenano anche di Futuro e, soprattutto, di buonsenso. E, comunque, offendono di più quel luogo sacro a Hera le folle di invitati a matrimoni sudati agostani, con le loro cicche di sigaretta buttate lì, tra una pietra e l’altra, le cartine di caramella, le bottigliette d’acqua, i chili di riso sventagliati ad ogni uscita di novelli sposi. Ma la protesta, molto spesso, è figlia di ben altre magagne politiche. Tanto per dire…

 

 

 

16 Commenti

  1. Premessa: avevo 5 anni quando ‘costrinsi’ mio padre a girarsi con me il Foro romano alla ricerca del posizionamento dei ruderi dei vari templi, domus e basiliche. Detto questo, riguardo alla ‘cementificazione’ esso è un termine sbagliato. Non ho competenza specifica, ma so che, nella pratica della ricerca archeologica, nell’eventualità di dover ricoprire uno scavo, non si ricorre MAI all’uso di materiali ‘irreversibili’ e ‘disastrosi’ come, appunto il cemento, se non in rarissimi e studiati casi. L’area, come dice la sovrintendente, viene ricoperta prima con un ‘tessuto-non-tessuto’ e poi con terra o sabbia o, comunque, con materiale ‘reversibile’ e non invasivo. Detto ancora questo, riconfermo ciò che ho detto nel post precedente: va visto tutto caso per caso e i resti analizzati e valutati oggettivamente. Perchè quello che vale per la Crypta Balbi, che è in un’ area dalle caratteristiche urbane e ambientali legate ad una profonda stratificazione classica, medievale, moderna e romana (interessante più per i reperti che per una ricostruzione che trovo un tantino artificiosa, vagamente ‘hi-tech’, un po’ sopravvalutata: ma questo è un parere personale), non è detto che sia trasferibile a Crotone. L’ ideologia della ‘cementificazione’ non è certo imputabile alla Sovrintendenza che fa il suo mestiere con competenza e rispetto: se tutto deve diventare una sorta di clone della lotta NoTAV con occupazione dei cantieri e con la prevalenza di istanze politiche o associative, allora si perde la facoltà di discutere sulla conservazione e viene svalutato il lavoro degli studiosi. Nessuno, credo, sia contento di ricoprire dei resti che, in definitiva, costituiscono un’identità; rispetto certamente i crotonesi che, specie in un periodo in cui si va perdendo il senso dell’appartenenza e si veleggia verso la barbarie, desiderano conservare i ‘segni’ del passato. Ma posso dire con una certa sicurezza che molti (ovviamente non tutti) dei resti riportati alla luce in determinati contesti sono solo pallidissime larve di fondazioni e incomprensibili (se non agli esperti) strutture che poi vengono condannate ad essere ‘coperte’ da macchinosi apparati di tutela e protezione, a base di acciaio e policarbonati, presto ‘sporcati’ da cartacce e altro. E’ solo un parere personale, ma credo che, se i resti non dovessero avere la necessaria ‘complessità’ che giustifichi la loro esposizione, allora è certamente meglio che vengano ‘raccolti’ sotto la terra, ben sapendo che, in qualunque momento, li possiamo riesumare: assolutamente intatti!

  2. Dunque, visti alcuni recenti commenti e vista la possibilità di poterne ragionare civilmente, mi permetto di osservare che:
    – “Va considerata la consistenza e l’importanza ..” etc.
    Sì, vero, normalmente sarebbe così. Non mi pare, però, che dal tenore della risposta offerta dall’interessata (intervistata dal giornalista autore dell’articolo che andiamo commentando) sia in questo senso. Anzi, sembra suggerire il contrario. Come dicevo nel precedente commento “sintomatico è che ‘al momento non ne abbiamo certezza'”, il tutto riferito alla consistenza e natura dei ritrovamenti; ma intanto si “cementa” uguale.
    – “Comprendo perfettamente il desiderio di valorizzare i ritrovamenti a fini promozionali e turistici”… “tuttavia non si può non riscontrare come, in epoche passate, i ritrovamenti erano un impedimento allo sviluppo e all’edificazione; oggi, invece, sono un richiamo turistico. In fondo sono sempre motivazioni economiche”.
    E’ ingiusto; e, a mio avviso, è anche un’osservazione un po’ capziosa e, in definitiva, non vera.
    Anzitutto, conosco personalmente alcuni dei manifestanti presenti in loco. Dalla conservazione del sito nello stato in cui ora si trova adesso non potrebbero in nessun modo ritrarre alcuna utilità economica diretta.
    Secondo, se anche ci fossero “interessi” altri, questo non eliminerebbe la necessità di considerare l’esigenza culturale sottesa alla conservazione del sito e dei ritrovamenti. Ridurre le ragioni della protesta all’indotto economico generato dal turismo trovo sia, oltre che una mera supposizione, una chiave di lettura volutamente artificiosa ed irrispettosa di quel poco che ci ricorda la nostra storia, al di là della possibilità dello sfruttamento a fini promozionali e turistici.
    Terzo, non esiste né ha alcun senso, a mio avviso, oggi, porre l’alternativa assoluta tra “cementificazione” come modalità di conservazione (ammesso che possa dirsi tale??) e “abbandono” all’aperto; di modalità di intervento più rispettose – ed anche esteticamente più gradevoli – ce ne sono tantissime (Crypta Balbi anyone?). Il tutto tralasciando di considerare, per riportare il discorso al basso interesse economico, che, oltre ai costi della commessa pubblica per gli interventi di cui si discute, allora andrebbero anche considerati i costi pubblici di rimozione della “coltre provvisoria”, ammesso che sia tale ed ammesso che, col tempo, non diventi meno provvisoria, con buona pace della “conoscibilità”/visibilità futura. Circostanze, queste, che invece mi sembrano essere del tutto estranee (e nulla depone in senso contrario) alle ragioni di questo intervento.

    Un’ultima considerazione: al di là della condivisibilità o meno delle ragioni della protesta, c’è comunque di che essere lieti o, almeno, io lo sono – nel vedere una collettività riunita a difesa (ripeto, a torto o a ragione) di un qualcosa che non sia la squadra che gioca all’Ezio Scida. Tanto più se si considera la nutrita presenza di giovani.

  3. Bisogna, come al solito, ragionare caso per caso. Va considerata la consistenza e l’importanza; valutare il livello di conservazione dei resti ritrovati e se possono sopportare una esposizione alle intemperie, anche se protetti da una tettoia. Inoltre si deve prevedere l’effetto che determinerà tale struttura inserita nel piazzale e se vale la pena di ‘compromettere’ per un periodo indefinito il sagrato della chiesa. Tutti gli archeologi sanno che ogni muro portato alla luce è condannato alla sparizione in un tempo più o meno lungo e che ci vuole un rispetto profondo per accettare che i reperti vengano ricoperti. Comprendo perfettamente il desiderio di valorizzare i ritrovamenti a fini promozionali e turistici, ma, a mio parere, l’atteggiamento più rispettoso delle preesistenze è quello che consente la conservazione per un periodo più lungo possibile e consentire che anche le generazioni future possano vederli: solo la ricopertura dei reperti con una coltre ‘reversibile’ può consentirlo. Tuttavia non si può non riscontrare come, in epoche passate, i ritrovamenti erano un impedimento allo sviluppo e all’edificazione; oggi, invece, sono un richiamo turistico. In fondo sono sempre motivazioni economiche.

  4. Ma guarda un pò quante stranezze! In passato, per quel che io possa ricordare, è stata proprio la Sovraintendenza a portare in Tribunale il prete della Chiesetta di Capocolonna, il quale si era permesso di effettuare qualche abbellimento dinanzi alla Chiesetta.
    Ora, è la stessa Sovraintendenza a procedere ad uno scempio inimmaginabile. E’ vero quanto dice la Sovraintendente che un pò ovunque, in Italia, scavando, appaiano dei resti archeologici. Ma ha dimenticato di aggiungere che sempre, però, vengano salvaguardati e non distrutti.

  5. […] neo responsabile cultura di Forza Italia in Calabria (omesso dalla sua bio), continua l’articolo (ilgiornaleoff.it) con la spocchia di chi si sente di sapere tutto quando in realtà non sa praticamente nulla. Si […]

    • … E se invece sapessi? (Chi lo dice che nella mia bio devo scrivere tutto? O vuole occuparsene Lei, anonimo?) ns

  6. Sintomatico è che “al momento non ne abbiamo certezza”. Quindi ok, prima di effettuare le dovute indagini e gli opportuni accertamenti in merito, si cementa. Non fa una piega.

  7. Sinceramente mi lascia alquanto disgustata il fatto che un “giornalista” scriva: Sanno, questi dimostranti, quanta Roma esiste sotto le strade e i palazzi romani? Hanno mai pensato a quanta Napoli sotterranea cammini sotto la Città e Pullecenella? Hanno, così, tanto per dire, mai misurato l’enorme patrimonio del nostro passato che calpestiamo ogni giorno solo camminando su queste nostre ricchissime provincie?

    Come se fosse normale nascondere la storia, il passato, il patrimonio rimasto sottoterra. Ma ti sembra normale? A me no. Una delle poche cose belle di cui Kr può vantarsi, la storia. Perchè cementando Crotone non migliora, l’unica speranza per questa fantastica città è che arrivi qualcuno capace (e disinteressato economicamente e politicamente parlando) di riportarla alla vecchia luce. Per me è uno scempio lasciare che reperti archeologici, che siano a Crotone, a Roma o a Napoli, siano sepolti. Per fare cosa? Un piazzale davanti la chiesa? Un parcheggio? E’ una cosa ridicola.
    Poi si parla di futuro…. ma in che mondo vivi?? Lo sai quanti ragazzi abbandonano Crotone perchè il futuro non possono averlo lì?? E costruendo un parcheggio o un piazzale che cambia??

    Ciò che rovina la nostra città sono i politici incompetenti. TUTTI, nessuno escluso. Anche tu!

    • Chiara, so quanti ragazzi hanno lasciato Crotone e quanti sono sepolti nel suo cimitero, morti di droga e promesse non mantenute. So quante lacrime Crotone ha versato per essere diventata postindustriale senza aver visto un’industria vera. So che la storia di questa Città passa attraverso le mani sporche di centinaia di politici corrotti. So che la gente onesta ha sempre sperato di poter godere di un futuro radioso grazie alla propria storia passata, ma anche che quella storia è stata solo titolo di libro o di convegno più o meno pomposo. So molto di Crotone e della Sua Gente. So molto più di quello che possono immaginare tanti fra i manifestanti che offendono senza sapere. Ma so anche che non sarà il sagrato del Santuario a cambiare le sorti dell’Arte e della Cultura Crotonese. Sotto quella pavimentazione ci sarebbero “solo” le fondamenta e le sottofondamenta di un porticato di epoca romana. Senza elevazione. Già studiate, documentate, fotografate, e tutelate. Il resto è polemica noiosissima. Saluti. ns

  8. Sig. Sperli’ chieda alla sua amica Simonetta a quale comune mortale è consentito fare una colata di cemento su area archeologica. .. e peggio, trapanare un sito di terme romane … plinti profondi 8 metri… nel centrò delle terme, per una tettoia. A chiunque lo metterebbero in galera… e giustamente. Noi pretendiamo la stessa giustizia. Ma parlare di giustizia ad uno di Forza Italia…
    P.s. il m5s è essere cittadini incazzati e contro la mala politica. Non confondiamo.

    • Signor Frustaci,
      parli di Giustizia con uno di Forza Italia, magari impara qualcosa di positivo. E il termine COLATA DI CEMENTO è assolutamente fuori luogo. Si informi e poi ne riparliamo. ns

  9. Caro Nino Spirlì, responsabile cultura di Forza Italia in Calabria , sono Domenico Nucera , cittadino crotonese senza alcuna appartenenza politica .
    Le scrivo semplicemente per informarla , perché dal suo comunicato sembra solo che lei sia interessato a strumentalizzare una protesta composta per lo più da semplici cittadini !
    Punto primo , vero che al presidio vi sono presenti attivisti cinque stelle come forza nuova , come è vero che ci sono molte altre persone senza alcun legame politico , parlo di ragazzi dai diciotto ai trent’anni o oltre, che dormono li da quattro notti al freddo per salvaguardare il proprio patrimonio , quindi magari farebbe bene a fare una capatina sul luogo per vedere davvero di cosa si tratta e del amore che ci stanno mettendo questi ragazzi , la sua è disinformazione .
    Secondo, i lavori possono essere rispettosi e garanti del sito, il mio pensiero a riguardo è molto scettico, perché non salvaguardano i beni che possono essere sfruttati dalla popolazione, ma bensì coperti e tenuti li chissà per quanto altro tempo.
    Terzo, Roma e i romani ovunque si girano hanno opportunità di sviluppo , Crotone e i crotonesi NO, sono poche le cose che abbiamo rispetto ad una Roma o Napoli , prese in esempio da lei, assolutamente, e le assicuro anche che non vi sarebbe alcuna ragione per la quale costruire una metropolitana o altre strutture,le assicuro che a Crotone si può girare benissimo in bicicletta per guardare con un occhio al futuro.
    La mia città può puntare molto, o solo, sul turismo e per svilupparlo oltre ai SERVIZI serve il patrimonio, che non dimentichiamoci, VA MANTENUTO PER FAR SI CHE ANCHE LE GENERAZIONI FUTURE NE POSSANO USUFRUIRE, e la conseguente tutela e valorizzazione di tale patrimonio e lei mi parla di futuro? Dove sta la sua lungimiranza , in questo preciso caso, e la sua progettualità da uomo di POLITICA?
    Lettera di un crotonese amante e innamorato della propria terra che spera un giorno di poter tornare senza obbligatoriamente migrare come tutti.
    Caro sig. Nino Spirlì il futuro è nostro, di noi giovani, e se la sua classe politica non è in grado di creare sviluppo sulle risorse che abbiamo arriva il momento che i giovani inizino a farsi sentire !
    Distinti saluti!
    Nucera Domenico

    • Sono contento che non sia nato al tempo della Gioconda, altrimenti secondo la sua tesi era in un’ urna di cemento e non esposta al mondo intero.

    • Gentile Domenico,
      sono venuto spesso nella Sua storica città. Per vari motivi. Non mi è sembrato che tutti i manifestanti di oggi si siano scandalizzati, finora, dello stato di antichi palazzi, interi quartieri e parco archeologico. I lavori di cui si parla, peraltro, sono fermi per motivi tecnici e di sicurezza, da quanto appreso dalla Soprintendenza. In attesa che il Ministero si pronunci. E non, badi, perché il progetto non sia stato studiato nel rispetto di tutto e di ogni, ma perché la guerra civile non serve a nulla e a nessuno. Mi piacerebbe conoscere tutti i progetti dei manifestanti per lo sviluppo futuro del turismo a Crotone. Nella Sua Città verrò presto, come sempre, rispettoso della Sua Storia e speranzoso del Suo futuro. ns

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